Trema il sorriso in fondo alle lacrime
Dall'inizio dei tempi
La promessa del mondo
Anche se adesso sono sola
Ricordo il nostro ieri
L'oggi nasce scintillante
Come il giorno del nostro primo incontro
Nella dimora delle memorie
Tu non ci sei
Come brezza leggera
Mi sfiori le guance
Anche dopo esserci divisi
Nell'ora in cui il sole svanisce tra gli alberi
Non potra' mai avere fine
La promessa del mondo
Anche se adesso sono sola
I domani sono infiniti
Sei stato tu a insegnarmi
La gentilezza celata nella notte
Nella dimora delle memorie
Tu non ci sei
Ma nel canto dei mormorii scroscianti
Nel colore di questo cielo
Nel profumo dei fiori
Vivrai per l'etermita'
memories from "Il castello errante di Howl"
..per favore qualcuno dica alle donne che un cardiochirurgo che doma i cavalli del suo ranch tra un salvataggio di vita ed un altro, che cucina e che apparecchia la tavola ornandola delle orchidee che ha colto lui stesso nel giardino dove le coltiva non esiste!..
Non c'è vertice, ma sfera perfetta.
Nello stridio penetrante emerge
ala infuocata da cenere spenta.
Ciò che fu morto ancor e ancor si erge.
Mefitico, il celestiale contrappunto
di canti e dissonanze sciacqua di lava
il livido sudario baciato e unto.
La paura in gioia si fa, e scivolosa bava.
E' vita che nasce da spunte di calore.
V'è crepa allora nella statua di Dio
che spacca l'ovo in celo, e tramonta scarno il sole
tra i pianti sfumati da un laudano d'oblio.
Vertice non c'è, ma sfera perfetta.
Mentre stride, sguizza sapiente
la brillante brezza ch' esangue s'affretta
a fugare la Morte da vita immanente.
Myr
I videogiochi non influenzano i bambini. Voglio dire, se Pac Man avesse influenzato la nostra generazione ora staremmo tutti saltando in sale scure, masticando pillole magiche e ascoltando musica elettronica ripetitiva."
(Kristian Wilson, Nintendo Inc., 1989)
Pochi anni dopo nacquero le feste rave, la musica techno e l'ecstasy...
Ministero delle politiche agricole australiano: << I nostri studi hanno dimostrato che mangiare il cioccolato non provoca il buonumore>>
Risposta del ministero degli esteri italiano: << Manco i vostri canguri.>>
C'è un posto di in mezzo al mare dove tutto è calmo.
E' un piccolo spazio compreso tra le correnti più forti: dove le acque, cariche e increspaste in superficie mutano il loro movimento e neutralizzano le loro spinte. E un posto deserto, senza pesci e senza uccelli. Lontano da tutto.
L'acqua è più salata e sembra pesare di più e anche se è calda in superficie, una volta immersi, si avvertirebbe un repentino cambio di temperatura appena sotto l'inconsistente crosta marina.
I raggi del sole permeano la liquida atmosfera donando allo spazio subacqueo tonalità dappirima verdi e poi, a mano a mano , sfumature di blù, di viola e di nero.
Superando il limite del corpo fisico e della luce si puo' anche arrivare oltre, dove la curiosità desidera disvelare le ombre più cupe, e si scende.
Nessun suono .
Nel silenzio il pensiero si lascia cadere dentro al profondo e si immerge nel nero più nero.
Per un attimo, mentre si continua la discesa,si possono scorgere i raggi di sole mentre indugiano, come se andare più a fondo fosse pericoloso anche per loro. Mentre ciò succede si è già oltre, immersi nel buio e nel freddo assoluto.
Sovvengono allora domande riguardo a quale sia stata la curiosità che possa aver portato l'uomo a superare la soglia della luce e ad andare più in là, dove non si puo' vedere. Gli interrogativi si accavallano ai pensieri e la bocca si riempie di un salato senso di impotenza davanti ad eventi che non si possono neanche concepire.
L'istinto implode in noi stessi e si rannicchia, si raggomitola e si appallottola nel tentativo di proteggersi dall'andare giù, mentre, al contrario, tutto è più veloce e sfuggevole.
Molto più in basso, in porfondità si ha la sensazione di vedere un piccolo barlume.
Avvicinandoci a velocità, una volta giunti in sua prossimità, in un sussulto, il nostro istinto sembra risvegliarsi dal torpore e si apre nuovamente alla ricerca di nuove esperienze, come se fosse rivitalizzato dalla ritrovata luminescenza.
E' come un piccolo fuoco fatuo. Statico e freddo, schermato dal nero che lo rende ben delineato e dal'acqua che ne rende il profilo confuso.
Lo sguardo, completamente catturato dalla luce, fa interrogare la mente su cosa possa volere dire una candela così calata in mezzo all'oscurità, e ritornano in mente tanti ricordi di festa, le giornate del santo Natale, La Pasqua, e la sensazione che di protezione che si ha da bambini, quando si cammina al fianco del proprio padre e della propria madre.
Tutto assume un nuovo significato, come se fosse una Epifania.
La contentezza per la vecchia scoperta ci fa sentire più leggeri e cominciamo impercettibilmente a risalire. Centimetro a centimetro la luce che prima era ad un palmo di naso ora si fa più distante.
E cambiando leggermente il punto di vista si nota qualcosa dietro al bagliore.
E una specie di forma triangolare, bianca con la cuspide acuta rivolta verso il basso. A dire il vero ce ne sono più di una di queste figure, affiancate le une alle altrea formare due mezze corone complementari... sono come tessere di un puzzle che si disvelano a seconda del nostro punto di vista e di quanto la piccola stella ci lascia intravedere. Ad un certo punto la luce si allontana di balzo da noi .. e nel suo ondeggiare inorridiamo mentre si intravede impensabile.
Un mostro grande quanto tante volte più di un essere umano. Ha un cranio estremamente sproporzionato rispetto al resto del corpo. La sua mandibola è prominente e armata di eburnei denti aguzzi. La fiamma fredda che vedevamo è una sua creazione, un artificio naturale che serve al mostro per catturare le sue prede. E noi siamo caduti nella trappola.
L'istinto si ritrae su se stesso cercando come uno struzzo di mettere la sua testa in un luogo della nostra anima ancora non alterato dalla discesa, e mentre il mostro ci ignora proseguendo la sua caccia noi andiamo velocemente più giù nell'oscuro terrore.
La biglia che siamo diventati si ferma. Tocca.
E' la fine del viaggio. Il fondo buio e artico. Vogliamo lo sguardo verso l'alto. Nessuna traccia della superficie. Solo delle luci, molte luci, simili a piccoli fuochi fatui che chi più chi meno in lontananza percorrono in maniera ripetitiva le loro traiettorie. Ogni tanto qualche fuoco scompare per qualche secondo per poi riapparire identico qualche dove più in là
Dove siamo noi neanche una luce. Il terreno e soffice, nessuno scoglio, solo sabbia, ma è troppo distante per vederla.
E' ora di tornare su, di riaffrontare tutto al contrario. Sarà molto difficile ora che si è consci del pericolo.
Con un balzo tentiamo di prendere lo slancio della risalita, ma è poco e ricadiamo sulla morbida superficie.
Riproviamo più volte senza risultato.
Il fondo su cui ci stiamo poggiando è morbido, forse melmoso? No. E' elastico. Ma che diavolo..
Ci abbassiamo per riuscire a capire e il riflesso dei fuochi fatui ci lascia scoprire che non si tratta di sabbia.. qualcosa d'altro: bianco anch'esso. Gommoso. Non c'è sabbia.. e si muove!
Nel panico inutile ci chiediamo dove o su che cosa siamo mentre volgendo lo sguardo ai fuochi fatui che si allontanano vediamo dei tentacoli che spingono in corpo flessuoso su cui siamo nella direzione opposta.
Spinti dall'istinto di sopravvivenza ci appallottoliamo nuovamente e cominciamo a rotolare e rotolare sulla superfice animata fino quando essa cessa di essere piatta e ci fa scivolare lungo il fianco prima di un ultimo distacco.
Silezio freddo... e si continua a cadere..