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Utente: Myriddwin
Nome: Myr Il MOro
Sono un tizio di poco più di un quarto di secolo che nel tempo libero costringe su un foglio virtuale le sue idee... mi pare che vi basti no?


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Traendo Senso
We're just two lost souls swimmin in a fish ball year after year. Runnin over the same old ground.. what we've found? The same old fears ..whishin U were here
GRAZIE

A tutti coloro che si fermano e lasciano una testimonianza di loro stessi, poichè solo mediante il confronto con se stessi e gli altri si può migliorare.
.....

...

postato da Myriddwin alle ore aprile 10, 2007 23:03
martedì, 10 aprile 2007

Trema il sorriso in fondo alle lacrime
Dall'inizio dei tempi
La promessa del mondo

Anche se adesso sono sola
Ricordo il nostro ieri
L'oggi nasce scintillante
Come il giorno del nostro primo incontro

Nella dimora delle memorie
Tu non ci sei
Come brezza leggera
Mi sfiori le guance

Anche dopo esserci divisi
Nell'ora in cui il sole svanisce tra gli alberi

Non potra' mai avere fine
La promessa del mondo

Anche se adesso sono sola
I domani sono infiniti
Sei stato tu a insegnarmi
La gentilezza celata nella notte

Nella dimora delle memorie
Tu non ci sei
Ma nel canto dei mormorii scroscianti
Nel colore di questo cielo
Nel profumo dei fiori
Vivrai per l'etermita'

memories from "Il castello errante di Howl"

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postato da Myriddwin alle ore gennaio 23, 2007 16:53
martedì, 23 gennaio 2007

..per favore qualcuno dica alle donne che un cardiochirurgo che doma i cavalli del suo ranch tra un salvataggio di vita  ed un altro, che cucina e che apparecchia la tavola ornandola delle orchidee che ha colto lui stesso nel giardino dove le coltiva non esiste!..

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categoria : scaglie di pensiero

postato da Myriddwin alle ore ottobre 20, 2006 01:53
venerdì, 20 ottobre 2006

..Alle donne quando sono piccole  gli si dice che fare le birichine non porta nulla di bello, poi quando crescono scoprono che fare le birichine puo' essere qualcosa di bello, fino a quando, dopo sposate, realizzano che fare le birichine è l'unico modo per avere qualcosa di bello..
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categoria : scaglie di pensiero

postato da Myriddwin alle ore ottobre 10, 2006 01:25
martedì, 10 ottobre 2006

 

Non c'è vertice, ma sfera perfetta.
Nello stridio penetrante emerge
ala infuocata da cenere spenta.
Ciò che fu morto ancor e ancor si erge.


Mefitico, il celestiale contrappunto
di canti e dissonanze sciacqua di lava
il livido sudario baciato e unto.
La paura in gioia si fa, e scivolosa bava.


E' vita che nasce da spunte di calore.
V'è crepa allora nella statua di Dio
che spacca l'ovo in celo, e tramonta scarno il sole
tra i pianti sfumati da un laudano d'oblio.


Vertice non c'è, ma sfera perfetta.
Mentre stride, sguizza sapiente
la brillante brezza ch' esangue s'affretta
a fugare la Morte da vita immanente.

                                                                      Myr

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categoria : scaglie di pensiero

postato da Myriddwin alle ore settembre 18, 2006 11:51
lunedì, 18 settembre 2006

I videogiochi non influenzano i bambini. Voglio dire, se Pac Man avesse influenzato la nostra generazione ora staremmo tutti saltando in sale scure, masticando pillole magiche e ascoltando musica elettronica ripetitiva."
(Kristian Wilson, Nintendo Inc., 1989)


Pochi anni dopo nacquero le feste rave, la musica techno e l'ecstasy...

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postato da Myriddwin alle ore agosto 13, 2006 13:57
domenica, 13 agosto 2006

..come le cose che muoiono prima di nascere,  un rimpianto e  un ricordo sono cio' che rimane.
Tanta amarezza per non aver fatto nulla per cui dire di aver vissuto.. Tanta rabbia per il modo in cui ci si lascia prendere dalle situazioni.. prima
di sparire.

..mannaggiamannaggiamannaggia..
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postato da Myriddwin alle ore maggio 03, 2006 12:57
mercoledì, 03 maggio 2006

Ministero delle politiche agricole australiano: << I nostri studi hanno dimostrato che mangiare il cioccolato non provoca il buonumore>>

Risposta del ministero degli esteri italiano: << Manco i vostri canguri.>>

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postato da Myriddwin alle ore maggio 02, 2006 12:31
martedì, 02 maggio 2006

..E finalmente lo Stretto ritorna a suonare come un bel disco...  Reggina lato A, Messina lato B...
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postato da Myriddwin alle ore aprile 18, 2006 23:13
martedì, 18 aprile 2006

C'è un posto di in mezzo al mare dove tutto è calmo.
E' un piccolo spazio compreso tra le correnti più forti: dove le acque, cariche e increspaste in superficie mutano il loro movimento e neutralizzano le loro spinte. E un posto deserto, senza pesci e senza uccelli. Lontano da tutto.
L'acqua è più salata e sembra pesare di più e anche se è calda in superficie, una volta immersi, si avvertirebbe un repentino cambio di temperatura appena sotto l'inconsistente crosta marina.
I raggi del sole permeano la liquida atmosfera donando allo spazio subacqueo tonalità dappirima verdi e poi, a mano a mano , sfumature di blù, di viola e di nero.
Superando il limite del corpo fisico e della luce si puo' anche arrivare oltre, dove la curiosità desidera disvelare le ombre più cupe, e si scende.
Nessun suono .
Nel silenzio il pensiero si lascia cadere dentro al profondo e si immerge nel nero più nero.
Per un attimo, mentre si continua la discesa,si possono scorgere i raggi di sole mentre indugiano, come se andare più a fondo fosse pericoloso anche per loro. Mentre ciò succede si è già oltre, immersi nel buio e nel freddo assoluto.
Sovvengono allora domande riguardo a quale sia stata la curiosità che possa aver portato l'uomo a superare la soglia della luce e ad andare più in là, dove non si puo' vedere. Gli interrogativi si accavallano ai pensieri e la bocca si riempie di un salato senso di impotenza davanti ad eventi che non si possono neanche concepire.
L'istinto implode in noi stessi e si rannicchia, si raggomitola e si appallottola nel tentativo di proteggersi dall'andare giù, mentre, al contrario, tutto è più veloce e sfuggevole.
Molto più in basso, in porfondità si ha la sensazione di vedere un piccolo barlume.
Avvicinandoci a velocità, una volta giunti in sua prossimità, in un sussulto, il nostro istinto sembra risvegliarsi dal torpore e si apre nuovamente alla ricerca di nuove esperienze, come se fosse rivitalizzato dalla ritrovata luminescenza.
E' come un piccolo fuoco fatuo. Statico e freddo, schermato dal nero che lo rende ben delineato e dal'acqua che ne rende il profilo confuso.
Lo sguardo, completamente catturato dalla luce, fa interrogare la mente su cosa possa volere dire una candela così calata in mezzo all'oscurità, e ritornano in mente tanti ricordi di festa, le giornate del santo Natale, La Pasqua, e la sensazione che di protezione che si ha da bambini, quando si cammina al fianco del proprio padre e della propria madre.
Tutto assume un nuovo significato, come se fosse una Epifania.
La contentezza per la vecchia scoperta ci fa sentire più leggeri e cominciamo impercettibilmente a risalire. Centimetro a centimetro la luce che prima era ad un palmo di naso ora si fa più distante.
E cambiando leggermente il punto di vista si nota qualcosa dietro al bagliore.
E una specie di forma triangolare, bianca con la cuspide acuta rivolta verso il basso. A dire il vero ce ne sono più di una di queste figure, affiancate le une alle altrea formare due mezze corone complementari... sono come tessere di un puzzle che si disvelano a seconda del nostro punto di vista e di quanto la piccola stella ci lascia intravedere. Ad un certo punto la luce si allontana di balzo da noi .. e nel suo ondeggiare inorridiamo mentre si intravede impensabile.
Un mostro grande quanto tante volte più di un essere umano. Ha un cranio estremamente sproporzionato rispetto al resto del corpo. La sua mandibola è prominente e armata di eburnei denti aguzzi. La fiamma fredda che vedevamo è una sua creazione, un artificio naturale che serve al mostro per catturare le sue prede. E noi siamo caduti nella trappola.
L'istinto si ritrae su se stesso cercando come uno struzzo di mettere la sua testa in un luogo della nostra anima ancora non alterato dalla discesa, e mentre il mostro ci ignora proseguendo la sua caccia noi andiamo velocemente più giù nell'oscuro terrore.
La biglia che siamo diventati si ferma. Tocca.
E' la fine del viaggio. Il fondo buio e artico. Vogliamo lo sguardo verso l'alto. Nessuna traccia della superficie. Solo delle luci, molte luci, simili a piccoli fuochi fatui che chi più chi meno in lontananza percorrono in maniera ripetitiva le loro traiettorie. Ogni tanto qualche fuoco scompare per qualche secondo per poi riapparire identico qualche dove più in là
Dove siamo noi neanche una luce. Il terreno e soffice, nessuno scoglio, solo sabbia, ma è troppo distante per vederla.
E' ora di tornare su, di riaffrontare tutto al contrario. Sarà molto difficile ora che si è consci del pericolo.
Con un balzo tentiamo di prendere lo slancio della risalita, ma è poco e ricadiamo sulla morbida superficie.
Riproviamo più volte senza risultato.
Il fondo su cui ci stiamo poggiando è morbido, forse melmoso? No. E' elastico. Ma che diavolo..
Ci abbassiamo per riuscire a capire e il riflesso dei fuochi fatui ci lascia scoprire che non si tratta di sabbia.. qualcosa d'altro: bianco anch'esso. Gommoso. Non c'è sabbia.. e si muove!
Nel panico inutile ci chiediamo dove o su che cosa siamo mentre volgendo lo sguardo ai fuochi fatui che si allontanano vediamo dei tentacoli che spingono in corpo flessuoso su cui siamo nella direzione opposta.
Spinti dall'istinto di sopravvivenza ci appallottoliamo nuovamente e cominciamo a rotolare e rotolare sulla superfice animata fino quando essa cessa di essere piatta e ci fa scivolare lungo il fianco prima di un ultimo distacco.

Silezio freddo... e si continua a cadere..

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categoria : scaglie di pensiero

postato da Myriddwin alle ore marzo 27, 2006 14:05
lunedì, 27 marzo 2006

Il tempo della formazione è per un uomo quello più importante della sua vita.
In questo lasso si forgiano gli interessi e si smussano gli angoli del carattere.
Il ragazzo con l'aiuto dei suoi mentori infligge l'imprimatur su se stesso di quelli che saranno dei principi cardine della sua vita.
Com'è ovvio, non tutti i docenti sono insegnanti, e non tutti gli insegnanti sono dei bravi insegnanti, e non tutti i bravi insegnanti sono anche dei bravi mentori.
Ad un passo dalla fine della mia formaizone, non so se riuscirò a prendere questa laurea o se abbandonerò senza riuscirci, faccio un salto indietro e ripercorro i nomi e le facce i tutti quegli adulti che nel mio ancor breve scorcio di vita hanno tentato di infondere in me qualcosa che vada oltre il semplice nozionismo.
Sono perloppiù ricocordi legati ad eventi particolari, a situazioni limite, tranne che per due persone:
Il mio professore di Italiano: Roberto Bertilaccio: un uomo gracile e, mi perdonerà se lo dico, decisamente demodè.
E' giovane e esigente. Mi tartassava sempre di critiche inaspettate e di considerazioni fredde. Grazie a lui ho imparato a leggere. Grazie a lui ho capito la mia passione per lo scrivere. Mi ha insegnato a fare del pensiero una linea e a lasciarlo andare controllato ma libero su ogni tipo di argomento, senza avere paura della giustizia intellettuale e del preconcetto. Per Lui oggi sono una persona che crede in quello che scrive perche scrive su quello in cui crede. Mi ha fatto conoscere il fascino romantico dei film d'autore, il tanto doloroso quanto sincero abbraccio ad una opinione diversa dalla massa.
IL mio profesore dell'arte: Luciano Di Legge: un uomo con uno spiccato senso estetico.
Al di là delle nozioni, non sono mai stato portato per il disegno ne tantomemeno mi sono mai dedicato seriamente allo studio della storia dell'arte, Egli mi ha  insegnato l'onestà e la coerenza. Su questi due difficili presupposti ho fondato la mia vita.
Non posso non essere grato  a queste due brave  persone che sono riuscite, in modi diversi a passare  tra le sbarre della mia gabbia e ammansirmi con la loro tenace empatia.
Fra tutti, Due.
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